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Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi Milano

La Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi dalla sua fondazione, nel 1951 ad opera di Paolo Grassi e Giorgio Strehler, è un punto di riferimento formativo per il mondo teatrale italiano. Collegata nei suoi primi anni di vita al Piccolo Teatro, in seguito gestita dal 1967 dal Comune di Milano, entra a far parte nel 2000 della Fondazione Scuole Civiche di Milano, di cui costituisce il Dipartimento di Teatro. I suoi corsi coprono la completa gamma di attività professionali nel campo dello spettacolo.

Durante il percorso formativo i futuri attori, registi, drammaturghi, danzatori-coreografi e organizzatori studiano e lavorano insieme: oltre ad approfondire le materie specifiche del proprio corso, ogni allievo partecipa infatti a seminari e laboratori pratici con compagni di indirizzi diversi. Si sviluppa in questo modo la capacità di lavorare in gruppo, imparando a condividere coi propri colleghi tutte le fasi del percorso creativo: dall'ideazione di un progetto alla sua realizzazione scenica.

I percorsi di formazione della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi Milano Teatro riguardano le differenti fasi della pedagogia teatrale: dalla propodeutica, alla formazione di base, alla formazione avanzata e continua per professionisti.
 All’attività formativa si accompagna una vivace progettualità artistica che permette agli allievi di entrare in relazione con la città e con il pubblico attraverso la presenza dei loro progetti in teatri e festival nazionali ed internazionali.

La Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, dopo il diploma di primo livello, rimane un importante punto di riferimento per gli allievi diplomati nell’accompagnamento verso le professioni della scena. Per qualificare il loro cammino offre la possibilità di un continua opportunità di specializzazione e formazione avanzata attraverso masterclass con grandi maestri, progetti di studio e di ricerca, corsi speciali e possibilità di training di mantenimento per ex allievi e professionisti del settore.

La Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi Milano Teatro offre i seguenti corsi curriculari:

  • Attore teatrale: Il corso forma attori professionisti che sappiano esprimersi nelle diverse specificità della prosa, della radio, del cinema e della televisione. Articolato in tre anni di corso, rilascia un attestato di IV livello UE (Formazione Superiore) rilasciato da Regione Lombardia.
  • Autore teatrale: forma autori e drammaturghi in grado di rispondere alle richieste culturali e professionali della scena contemporanea.Articolato in tre anni di corso, rilascia un attestato di IV livello UE (Formazione Superiore) rilasciato da Regione Lombardia.
  • Danzatore: dal 1986 l’unico corso istituzionale, in Italia, volto alla formazione e al perfezionamento di coreografi, performers e danzatori contemporanei. Articolato in tre anni di corso, rilascia un attestato di IV livello UE (Formazione Superiore) rilasciato da Regione Lombardia.
  • Organizzatore dello spettacolo: da un lato si occupa delle politiche, delle pratiche e delle tecniche che conformano il sistema dello spettacolo dal vivo (prosa, musica, danza); dall'altro offre un lavoro laboratoriale e in aula finalizzato a sviluppare le capacità individuali di progettazione, produzione, promozione e di coordinamento organizzativo di tutti i comparti, sia artistici che tecnici, del settore. Articolato in due anni di corso rilascia un attestato di competenza (Formazione Permanente) rilasciato da Regione Lombardia.
  • Regia teatrale: obiettivo del corso è fornire strumenti teorici e pratici per affrontare la progettazione e la realizzazione di uno spettacolo o di un evento teatrale attraverso l’acquisizione delle tecniche recitative, dei meccanismi drammaturgici, dell'uso espressivo dello spazio scenico, degli elementi visivi e degli strumenti tecnici al fine di sviluppare la capacità di coordinare i diversi settori tecnici e artistici. Articolato in tre anni di corso, rilascia un attestato di IV livello UE (Formazione Superiore) rilasciato da Regione Lombardia.

Ai Corsi Curricolari, Milano Teatro Scuola Paolo Grassi affianca la proposta di Corsi Serali e Open class, con masterclass e insegnamenti di specializzazione indicati anche per professionisti della scena, e della Summer School, che propone seminari intensivi a carattere laboratoriale attraverso i quali è possibile acquisire strumenti pre-professionalizzanti e orientativi, allenare o 'liberare' le proprie capacità espressive e soprattutto fare un'esperienza creativa e performativa di palcoscenico.

Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi Milano

CONTATTI: via Salasco, 4 - 20136 Milano
Tel. 02 971525 - Fax 02 36661431
SITO WEB : http://www.fondazionemilano.eu/teatro
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“Natali in Casa Cupiello” quattro regie di Arturo Cirillo Sala Teatro - Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi:

Studi per 4 cast su Natale In Casa Cupiello di Eduardo De Filippo; Dal 3 all’8 luglio 2015 Sala Teatro - Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi con il Terzo Corso Attori:Alessandro Bay Rossi, Cristina Cappelli, Andrea Delfino, Rossella Fava, Ludovico Fededegni, Luigi Feroleto, Paola Giannini, Giulia Mancini, Leonardo Manzan, Gaetano Mongelli, Gianpaolo Pasqualino, Zoe Pernici, Mauro Sole, Chiara Tomei. Regie di Arturo Cirillo "Natali" in casa Cupiello è l’allestimento pensato da Arturo Cirillo per il Terzo Corso Attori della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi giunto all’appuntamento finale del percorso formativo e verte sul confronto con uno degli esempi più interessanti e vivi della drammaturgia italiana: il teatro di Eduardo De Filippo. Un teatro, quello di De Filippo, in cui si scrive per la scena, pensando a degli attori specifici, in cui drammaturgicamente si usano le antiche regole del teatro comico (come il contrasto e il ritmo) per immettervi però un’irrequietezza tutta novecentesca, e far nascere la vena umoristica. Che relazione può esserci oggi tra Natale in casa Cupiello, che è il testo su cui ho scelto di lavorare - spiega A.C.- e un gruppo di giovani attori all'inizio del loro viaggio nel mondo del teatro, quello che si definisce professionale, quello che diventa mestiere? Non ho pensato di dover curare una messa in scena di questo classico, questo prototipo, questo testo che un po’ tutti pensano di conoscere. Ho invece desiderato che esso potesse essere inventato ed immaginato di nuovo, da ogni singolo allievo, per arrivare a fare vari, molteplici "Natali in casa Cupiello". Quindi non immagino una confezione scenica unica dove immettere le singole prove interpretative degli allievi, ma intendo lavorare su quello che vi può essere di particolare in ogni singola distribuzione (che alla fine saranno nel numero di quattro), in modo da raccontare diverse possibilità di vedere questo testo. L’intento è di creare un vuoto scenico, fare spazio e dare tempo, affinché la capacità di ognuno possa provare a far nascere un altro da sé che si chiamerà: Luca, Concetta, Tommasino, Ninuccia, Nicolino, Pasquale, Vittorio, Elia, eccetera. Così penso a Natale in casa Cupiello come se fosse stato scritto oggi, e per un gruppo di attori di oggi, che metteranno il proprio passato, le proprie emotività e il proprio immaginario in ciò che si andrà a raccontare. Ciò non significa per forza attualizzare, come lo si intende comunemente, ma pensare che si sta dando corpo e sentimento ad un altro possibile se stesso, un se stesso che invece di nascere e crescere nella propria biografia si trovi a nascere e crescere in una casa dal nome Cupiello. Questa è una casa abitata da un padre che si è rifugiato (ma forse è stato anche relegato) in un grande sogno, un presepe che è per lui immagine di una famiglia felice; da una madre che porta su di sé il peso di affrontare ogni giorno, ad ogni risveglio, una famiglia in realtà infelice; da uno zio ladro ed approfittatore, che paradossalmente si erge a paladino di una falsa giustizia; da dei figli, generazione non ascoltata e non compresa, condannati alla nevrastenia e al ricatto emotivo; dal marito della figlia e anche dall'amante di lei, due uomini innamorati ma anche ciechi davanti a quella ragazza insoddisfatta e irrealizzata che è Ninuccia. Si chiede a questi giovani attori invenzione, gioco, ascolto, relazione e, soprattutto, originalità, che può nascere solo credo dal mettere in gioco se stessi e la propria storia, insieme al proprio corpo, fatto anche di respiro e voce, insomma da tutte quelle cose uniche ed irripetibili che fanno di ognuno di noi una realtà assoluta. Il tutto in una lingua anche questa che sia il più possibile inventata su di sé, una lingua che certo nasce dalla scrittura e dalla musicalità del dialetto napoletano, ma che alla fine, si spera, diventi una lingua teatrale, credibile e recitabile. Quindi si vedranno svariati Luca Cupiello e compagni, in situazioni e condizioni diverse, in cui anche l'uso da parte di alcuni delle didascalie non è una scelta ideologica o di regia, ma lo strumento eventuale per entrare in un ruolo e nella sua definizione. Gli oggetti di scena, che saranno reali ma talvolta anche immaginari, serviranno per raccontare la relazione emozionale che intercorre tra loro e i personaggi, e lo stesso presepe sarà il più possibile una visione, che magari qualcuno vede realmente e qualcuno finge di vedere. Anche il costume di ogni attore ho voluto che fosse il corrispettivo esterno di un'idea, di un'immagina che si è avuta. Tutto questo dovrebbe avvenire in un gioco comune, dove ogni distribuzione è una variante, un'ipotesi, un’improvvisazione su un testo dato, dove nulla esiste già, ma tutto deve essere portato alla luce, tutto deve essere narrato di nuovo, come se fosse la prima volta, ma proprio la prima volta che si fa Natale in casa Cupiello, e questo forse è un modo di vivere la tradizione. Da venerdì 3 a mercoledì 8 luglio 2015 Sala Teatro Venerdì 3 luglio- ore 21,00 Sabato 4 luglio doppia replica ore 18,00 e ore 21,00 Domenica 5 luglio - ore 21,00 Lunedì - riposo Martedì 7 e mercoledì 8 luglio doppia replica alle 18.00 e alle 21.00 Ingresso libero con prenotazione obbligatoria: 02/97152598 - 99 Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi Via Salasco, 4 – Milano

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Performance Urbane

Venerdì 27 maggio 2016 alle ore 19,00 la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi presenta il progetto internazionale Performance Urbane, secondo appuntamento pubblico per Terre Promesse, il contenitore trasversale attraverso il quale l’accademia teatrale intende esplorare nei prossimi anni la realtà contemporanea, restituendola attraverso gli strumenti del Teatro, del Cinema e della Musica, con l’obbiettivo di promuovere e incentivare la mobilità e l’incontro dei giovani artisti provenienti da diverse nazioni e realtà, costruendo un’occasione di incontro e lavoro creativo comune.
Selezionato nell’ambito del Bando MigrArti e finanziato dal MiBACT, il progetto Performance Urbane, di cui Adrian Paci, artista visivo di fama internazionale, è curatore artistico, indaga il linguaggio della performance come punto di connessione fra teatro e arte visiva, utilizzando lo spazio urbano come tema e palcoscenico. Il punto di partenza è una connessione fra Italia e Albania, la cui necessità nasce direttamente dall’ambito biografico dell’artista. Adrian Paci ha vissuto e lavorato in questi anni a Milano, ma è originario di Scutari, città in cui ha recentemente inaugurato Art House, la casa dell’arte contemporanea che, a ottobre 2016, ospiterà la sezione albanese del progetto.
Per questa ragione, grazie alla collaborazione con l’Università di Scutari Luigj Gurakuqi, è stato possibile comporre un gruppo di allievi provenienti da diverse formazioni. Sotto la guida dell’artista hanno lavorato otto allievi della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi(drammaturghi, registi e danzatori) e otto allievi del corso di arti visive dell’Università di Scutari, con il supporto del partner Cooperativa Sociale Ajka – essenza che coinvolge giovani della comunità albanese residenti a Milano. La proposta di Adrian Paci è stata quella di attraversare la città leggendola dal punto di vista visivo, attraverso la percezione e lo studio del ritmo, del suono, del colore. Per concepire e sviluppare gli interventi performativi, nei giorni di lavoro gli allievi hanno attraversato spazi urbani definiti, hanno passato tempo nei mercati cittadini, nelle stazioni, sui mezzi pubblici, al Parco Sempione: abbiamo visto una giovane allieva di pittura sedersi sul pianoforte della stazione centrale e suonarlo coi piedi nudi; un’altra attraversare un mercato in linea retta, creando un rapporto con le persone che vi si scontravano; e poi giochi infantili sotto io cartello delle partenze dei treni, baci attraverso le grate che chiudono la stazione di notte, vestiti stesi ad asciugare sul palco Burri, cartelli sparsi sui muri della città che ci invitano a non sprecare il nostro tempo.

Le performance realizzate, secondo una prassi consolidata nel linguaggio artistico, sono state documentate attraverso video e fotografie, che mantengono una traccia di quanto accaduto e che rappresentano gli elementi del nostro diario / video racconto al pubblico.

ATIR Compie Vent’anni

Serata di apertura dei festeggiamenti per i Vent'anni dell'ATIR Teatro Ringhiera, Sala Teatro lunedì 9 maggio 2016 - ore 18:00 Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Intervengono: Mattia Fabris, Nadia Fulco, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pérez, Arianna Scommegna, Serena Sinigaglia, Maria Spazzi, Chiara Stoppa, Sandra Zoccolan. Coordina Claudia Cannella.

Studio su Macbetto

Regia e drammaturgia Giovanni Ortoleva
con Giorgia Coco e Mauro Lamantia e Diego Becce, Michele Bernardi, Federico Gariglio e Edoardo Sorgente
tutor Sofia Pelczer
luci Paolo Latini e Simona Ornaghi
scene Alice Capoani, Mattia Franco e Pio Manzotti
costumi Enza Bianchini e Nunzia Lazzaro
musica originale Ettore Biagi

In un rapporto innamorato ed eretico con l’originale Shakespeariano (e il libretto di Piave per l’opera Verdiana), Giovanni Testori scrive Macbetto. Innamorato perché ne segue fedelmente i passi, la struttura drammaturgica, le azioni. Eretico perché seguendolo lo stravolge, vi innesta componenti di altre opere (Il sogno di una notte di mezz’estate sovra a tutte le altre) e lo porta in un’altra lingua, da lui stesso creata. Una lingua artificiale ma atavica, che risucchia lo spazio nella parola e regala la parola al corpo.
Il nostro studio si è concentrato sui primi due atti del testo, prima della scena finale del secondo atto in cui Testori decreta la morte di Fleanzio, il figlio di Banco che in Shakespeare, sopravvivendo all'attacco dei sicari, si profilava come regnante futuro e ristoratore dell'ordine. Studiando in parallelo a Macbetto l’originale di Shakespeare e la riscrittura di Piave, abbiamo lavorato sulla corporalità della parola di Testori, cercando di portarla nel corpo e di rendere l’azione, e l’evocazione, quanto più concrete possibili.
Abbiamo cercato la musica nell’azione e l’azione nella musica. Abbiamo saccheggiato tutti i “codici” che ci facevano gola, per necessità oltre che per scelta, accettando la convivenza di tragedia, ironia e surrealismo, convinti che solo nella contaminazione risiede possibilità di dare luogo alla tragedia, oggi.

Nuovo Teatro Made In Italy - 1963 – 2013 Di Valentina Valentini

Presentazione del volume (Bulzoni Editore)Giovedì 28 aprile 2016 - ore 20.00 Milano, Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi - Sala Teatrale

Il volume Nuovo Teatro made in Italy, di Valentina Valentini, si compone di cinque saggi di impianto storico tesi a enucleare i fatti più significativi di un fenomeno artisticamente rilevante, nell’arco di tempo che va dal 1963 al 2013 e di tre capitoli tematici, dedicati ai modi compositivi del Nuovo teatro, allo spazio e alle fenomenologie attoriali. Questi tre capitoli si intrecciano con tre saggi di approfondimento, rispettivamente di Anna Barsotti, Cristina Grazioli e Donatella Orecchia che analizzano la peculiarità dell’attore-autore italiano; l’utilizzo della luce come potenziale dinamico dell’evento spettacolare e la matrice popolare della formazione dell’attore nel Nuovo Teatro. Questo studio inscrive il teatro in un orizzonte contiguo alle altre arti, ricostruendo un intreccio di relazioni che hanno fatto del teatro un crocevia attraverso il quale rileggere l’intera storia della seconda metà del Novecento: i suoi aspetti sociali, le ideologie, le tendenze, i costumi, l’estetica. Il volume prende in esame un fenomeno che ha trasformato radicalmente il pensiero e la pratica del teatro in Italia, in grado di reggere il confronto con le esperienze coeve euro-americane. Al volume, edito da Bulzoni, è collegato il sito web www.nuovoteatromadeinitaly.com(webmaster Stefano Scipioni, coordinatore dei focus, Donatella Orecchia) che raccoglie e mette a disposizione dei lettori una ragionata scelta di documenti su alcuni dei protagonisti e degli spettacoli più significativi del teatro italiano fra il 1963 e il 2013. Luogo di approfondimento dei discorsi condotti nel volume, il sito web offre un ambiente malleabile nella consultazione, rigoroso nella scientificità e capace di essere arricchito nel corso del tempo.

Terre Promesse

Prima fase: Il laboratorio delle idee 22-25 aprile 2016. Quattro giorni di laboratorio, di confronto aperto ed elaborazione intorno al tema dell’immigrazione come fenomeno sociale contemporaneo. Partecipano quattro autori: Wolfram Lotz- Germania; Anders Lustgarten- Inghilterra; Biljana Srbljanović- Serbia; Emanuele Aldrovandi- Italia. Quattro tutor: Igor Vuk Torbica, assistente regia teatrale e radiofonica per la Serbia; Laura Olivi,dramaturg per la Germania; Monica Nappo Kelly, regista e attrice per l’Inghilterra; Michele De Vita Conti, regista per l’Italia; Davide Carnevali, autore per l’Italia. Seconda fase: La Scrittura dei Microdrammi Maggio-Giugno 2016 Fase di lavoro in cui i giovani drammaturghi, in stretto contatto con registi, scenografi e costumisti,produrranno ciascuno un microdramma per restituire il loro sguardo sul tema del progetto. Terza fase: Realizzazione Scenica dei MICRODRAMMI Luglio 2016 - Tre serate di spettacolo aperte alla città di Milano

Un corale disaccordo

Operina del Secondo Corso Attori di Alan Ayckbourn 12/13/14/15 aprile ore 19:45 - 16/17 aprile ore 15
Teatrino della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi
regia di Elisabeth Boeke
direzione musicale Silvia Giradi
palestra verbale Ambra D'Amico
Iterpreti (secondo corso attore teatrale) :Diego Becce, Michele Bernardi, Lorenzo Cervasio, Federico Gariglio, Carlo Amleto Giammusso, Francesca Muscatello, Lucienne Perreca, Arianna Piattelli, Miriam Podgornik, Ivo Randaccio, Edoardo Rivoira, Edoardo Sorgente
assistenti alla regia: Virginia Landi, Ida Treggiari
scene: Francesca Sforza, Pio Manzotti, Alice Capoani, Mattia Franco
costumi: Enza Bianchini, Nunzia Lazzaro
luci: Paolo Latini, Simona Ornaghi

A Chorus of Disapproval è una commedia di Alan Ayckbourn del 1984 non ancora tradotta in italiano che suona come Un coro in disaccordo oppure Un accordo scordato. E' la storia di un gruppo di persone che fanno parte di una compagnia amatoriale e decidono di mettere in scena la famosa Ballad Opera del '700 dal titolo The Beggar's Opera o Opera del mendicante.La commedia si apre con l'ultimo coro dello spettacolo che la compagnia ha messo in scena e prosegue con un salto temporale che ne ripercorre la genesi: l'idea, le prove, le audizioni, la distribuzione. Le relazioni all'interno del gruppo e della singole coppie, creano continuamente naturali e curiosi parallelismi tra le vite dei personaggi e le storie che recitano da aspiranti attori. Uno dei personaggi centrali è un vedovo timido e un po' goffo, da poco arrivato in una cittadina gallese. Un giorno vede un annuncio su un giornale, relativo ad una locale filodrammatica che sta per mettere in scena The Beggar's Opera di John Gay. Aspira ad una particina ed invece, poco a poco, si trova a ricoprire il ruolo di protagonista, suo malgrado, ma si ritroverà ancora solo.
Alan Ayckbourn scrive spesso nelle sue opere sulla classe borghese e suburbana ma, volendo generalizzare, scrive di uomini e donne, delle loro relazioni e della generale incapacità di vivere insieme.In questo adattamento i personaggi della compagnia CORO (Cantanti Opere Rivisitate Ostinati) sono tutti piu' o meno giovani .L'azione si svolge in Italia in un paesotto non ben precisato della Lombardia ,nel 1984,come nell'originale. Sono gli anni di M. Thatcher in Gran Bretagna, di R. Reagan in USA, di B. Craxi in Italia. Spostando l'azione dalla provincia gallese originaria a quella italiana, abbiamo deciso di tradurre anche i testi delle canzoni della Beggar's Opera in italiano, sebbene non contemporaneo. Cio' non solo per una maggior comprensione ma per ricreare in verso contrario la rivalità fra le due lingue che aveva caratterizzato quel periodo del '700 inglese in cui l'opera italiana era predominante su tutte le scene. L'inserimento di alcune canzoni in inglese, che contestualizzano gli anni '80, molto popolari fra i giovani italiani, ne completano la contrapposizione linguistica.
L'intreccio fra i due testi, la commedia e la ballad-opera, è molto stretto e continuamente ripreso sia nella struttura che nei riferimenti musicali e testuali spesso concepiti come veri concertati.La possibilità di lavorare con un vero testo teatrale, come libretto, scritto da un autore con una forte passione e competenza musicale rende questo materiale una prova difficile ma molto stimolante per degli allievi attori.

Performance Per La Mostra Umberto Boccioni (1882-1916): Genio e Memoria

Domenica 3 aprile 2016 dalle 16 alle 19 la grande mostra "Umberto Boccioni. Genio e memoria” a Palazzo Reale sarà teatro di un evento speciale. Attori e danzatori della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Fondazione Milano introdurranno il pubblico all’atmosfera futurista e lo accompagneranno lungo il percorso di visita, creando un intenso dialogo tra opere e azioni performative.
Sarà Boccioni stesso ad introdurre il pubblico nel percorso della mostra. Dopo aver ammirato il suo celebre Autoritratto proveniente dalla Pinacoteca di Breraesposto al centro della prima sala, i visitatori saranno accompagnati da Ivano La Rosa eDaniele Cavone Felicioni, i due attori che interpretano l’artista (il Boccioni divisionista e quello futurista per rimarcare le aree tematiche della mostra), alla scoperta dei pensieri dell’uomo inquieto, della persona oltre che del personaggio, in un percorso performativo parallelo ed integrato alle opere esposte: brevi monologhi, frammenti di pensieri sussurrati (brani tratti da U. Boccioni dalle lettere e dai diari) , dichiarazioni dal Manifesto dei pittori Futuristi, il tutto, promette la regista dell’evento, Eleonora Moro, costruito alla maniera di una serata futurista.
Ad accompagnare e celebrare il genio e la vita di Boccioni ci sarà anche Filippo Tommaso Marinetti(interpretato da Luca D’Addino): il pubblico assisterà al coinvolgimento dell’uno nei confronti dell’altro, fino all’adesione di Boccioni al movimento futurista. Marinetti accompagnerà il pubblico fino alla fine del percorso con vera invettiva contro tutti i passatisti di sempre ed un elogio toccante e sincero al coraggio ed al genio di Boccioni.
A suggellare l’atmosfera e calare il pubblico nella cornice degli eventi socio-politici del tempo, nel chiostro di Palazzo Reale avranno luogo azioni performative con i danzatori del Corso Teatrodanzadella Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, azioni sceniche (tratte da Uccidiamo il Chiaro di Luna di Silvana Barbarini) curate da Davide Montagna, il Bombardamento di Adrianopoli, coro futurista diretto dal MaestroEmanuele De Checchi.

“Natali in Casa Cupiello” quattro regie di Arturo Cirillo Sala Teatro - Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi:

Studi per 4 cast su Natale In Casa Cupiello di Eduardo De Filippo; Dal 3 all’8 luglio 2015 Sala Teatro - Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi con il Terzo Corso Attori:Alessandro Bay Rossi, Cristina Cappelli, Andrea Delfino, Rossella Fava, Ludovico Fededegni, Luigi Feroleto, Paola Giannini, Giulia Mancini, Leonardo Manzan, Gaetano Mongelli, Gianpaolo Pasqualino, Zoe Pernici, Mauro Sole, Chiara Tomei. Regie di Arturo Cirillo "Natali" in casa Cupiello è l’allestimento pensato da Arturo Cirillo per il Terzo Corso Attori della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi giunto all’appuntamento finale del percorso formativo e verte sul confronto con uno degli esempi più interessanti e vivi della drammaturgia italiana: il teatro di Eduardo De Filippo. Un teatro, quello di De Filippo, in cui si scrive per la scena, pensando a degli attori specifici, in cui drammaturgicamente si usano le antiche regole del teatro comico (come il contrasto e il ritmo) per immettervi però un’irrequietezza tutta novecentesca, e far nascere la vena umoristica. Che relazione può esserci oggi tra Natale in casa Cupiello, che è il testo su cui ho scelto di lavorare - spiega A.C.- e un gruppo di giovani attori all'inizio del loro viaggio nel mondo del teatro, quello che si definisce professionale, quello che diventa mestiere? Non ho pensato di dover curare una messa in scena di questo classico, questo prototipo, questo testo che un po’ tutti pensano di conoscere. Ho invece desiderato che esso potesse essere inventato ed immaginato di nuovo, da ogni singolo allievo, per arrivare a fare vari, molteplici "Natali in casa Cupiello". Quindi non immagino una confezione scenica unica dove immettere le singole prove interpretative degli allievi, ma intendo lavorare su quello che vi può essere di particolare in ogni singola distribuzione (che alla fine saranno nel numero di quattro), in modo da raccontare diverse possibilità di vedere questo testo. L’intento è di creare un vuoto scenico, fare spazio e dare tempo, affinché la capacità di ognuno possa provare a far nascere un altro da sé che si chiamerà: Luca, Concetta, Tommasino, Ninuccia, Nicolino, Pasquale, Vittorio, Elia, eccetera. Così penso a Natale in casa Cupiello come se fosse stato scritto oggi, e per un gruppo di attori di oggi, che metteranno il proprio passato, le proprie emotività e il proprio immaginario in ciò che si andrà a raccontare. Ciò non significa per forza attualizzare, come lo si intende comunemente, ma pensare che si sta dando corpo e sentimento ad un altro possibile se stesso, un se stesso che invece di nascere e crescere nella propria biografia si trovi a nascere e crescere in una casa dal nome Cupiello. Questa è una casa abitata da un padre che si è rifugiato (ma forse è stato anche relegato) in un grande sogno, un presepe che è per lui immagine di una famiglia felice; da una madre che porta su di sé il peso di affrontare ogni giorno, ad ogni risveglio, una famiglia in realtà infelice; da uno zio ladro ed approfittatore, che paradossalmente si erge a paladino di una falsa giustizia; da dei figli, generazione non ascoltata e non compresa, condannati alla nevrastenia e al ricatto emotivo; dal marito della figlia e anche dall'amante di lei, due uomini innamorati ma anche ciechi davanti a quella ragazza insoddisfatta e irrealizzata che è Ninuccia. Si chiede a questi giovani attori invenzione, gioco, ascolto, relazione e, soprattutto, originalità, che può nascere solo credo dal mettere in gioco se stessi e la propria storia, insieme al proprio corpo, fatto anche di respiro e voce, insomma da tutte quelle cose uniche ed irripetibili che fanno di ognuno di noi una realtà assoluta. Il tutto in una lingua anche questa che sia il più possibile inventata su di sé, una lingua che certo nasce dalla scrittura e dalla musicalità del dialetto napoletano, ma che alla fine, si spera, diventi una lingua teatrale, credibile e recitabile. Quindi si vedranno svariati Luca Cupiello e compagni, in situazioni e condizioni diverse, in cui anche l'uso da parte di alcuni delle didascalie non è una scelta ideologica o di regia, ma lo strumento eventuale per entrare in un ruolo e nella sua definizione. Gli oggetti di scena, che saranno reali ma talvolta anche immaginari, serviranno per raccontare la relazione emozionale che intercorre tra loro e i personaggi, e lo stesso presepe sarà il più possibile una visione, che magari qualcuno vede realmente e qualcuno finge di vedere. Anche il costume di ogni attore ho voluto che fosse il corrispettivo esterno di un'idea, di un'immagina che si è avuta. Tutto questo dovrebbe avvenire in un gioco comune, dove ogni distribuzione è una variante, un'ipotesi, un’improvvisazione su un testo dato, dove nulla esiste già, ma tutto deve essere portato alla luce, tutto deve essere narrato di nuovo, come se fosse la prima volta, ma proprio la prima volta che si fa Natale in casa Cupiello, e questo forse è un modo di vivere la tradizione. Da venerdì 3 a mercoledì 8 luglio 2015 Sala Teatro Venerdì 3 luglio- ore 21,00 Sabato 4 luglio doppia replica ore 18,00 e ore 21,00 Domenica 5 luglio - ore 21,00 Lunedì - riposo Martedì 7 e mercoledì 8 luglio doppia replica alle 18.00 e alle 21.00 Ingresso libero con prenotazione obbligatoria: 02/97152598 - 99 Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi Via Salasco, 4 – Milano

Storia di QU al Piccolo Teatro Studio Melato:

Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera presentano da martedì 30 giugno a domenica 5 luglio 2015 al Piccolo Teatro Studio Melato STORIA DI QU di Dario Fo e Franca Rame Ispirato a Ah Q, un racconto di Lu Xun (1881 - 1936) traduzione a cura di Franca Rame e Giselda Palumbo regia di Massimo Navone. Prima Assoluta al Piccolo Teatro Studio Melato. Tanti giovani artisti provenienti da sei istituzioni formative, per un progetto su “Storia di Qu”, l’ultimo testo inedito e mai rappresentato di Dario Fo scritto con Franca Rame. Storia di Qu, con la regia di Massimo Navone, è un progetto che nasce con l'idea di costruire un'esperienza di collaborazione tra giovani attori, scenografi e costumisti, studenti e attori diplomati di Milano Teatro Scuola Paolo Grassi, della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera, dell’ Accademia dell’Arte di Arezzo. A queste istituzioni si sono poi aggiunti gli allievi musicisti di Civica Scuola di Musica Claudio Abbado – Civici corsi di Jazz, gli allievi della Civica Scuola di Cinema e di Laboratorio di Circo Quattrox4. L’incontro di giovani artisti provenienti da diverse scuole, è stato voluto in modo particolare dal Maestro Dario Fo, che si è formato all’Accademia di Brera ed ha più volte insegnato alla Paolo Grassi. Basato su un racconto del celebre poeta e scrittore cinese Lu Xun (1881- 1936), noto anche per il suo contributo alla nascita della lingua cinese moderna detta semplificata, Storia di Qu, testo inedito e mai rappresentato di Dario Fo e Franca Rame, narra le peripezie di un personaggio (che sarà interpretato da Michele Bottini), buffone-emarginato che vive di espedienti e combina guai, un prototipo universalmente riconoscibile nelle diverse culture popolari,’cugino’ dei nostri zanni e del nostro Arlecchino, ma capace di agire nei confronti del potere costituito con la forza eversiva di un ‘Fool’ shakespeariano. In scena, oltre al protagonista Michele Bottini, un folto gruppo di artisti tra attori, acrobati, musicisti e danzatori che danno vita ad una pièce tragicomica che, attraverso il gioco dell’affabulazione e della contaminazione ironica tra elementi classici e contemporanei, fonde gli ingredienti del teatro popolare della tradizione occidentale agli echi di una Cina fantastica. Storia di Qu si inserisce all’interno del più ampio progetto triennale Il teatro di Dario Fo e Franca Rame per le Nuove Generazioni, nato nel 2011 da un’idea di Massimo Navone (Direttore della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano), condivisa da Michele Bottini (insegnante di Commedia dell’Arte della Paolo Grassi), sotto l’egida di Dario Fo e Franca Rame che ne hanno sostenuto, con la presenza e i preziosi insegnamenti, le prime fasi di studio e le successive tappe di realizzazione spettacolare (Mistero Buffo ed altre storie, ha debuttato con grande successo al Festival d’Avignon off 2012 con repliche per le più importanti vetrine teatrali fino a tutto il 2014) con l'obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni di artisti che si stanno formando in questi anni (attori, registi, drammaturghi, scenografi, costumisti, musicisti), attraverso lo studio e la reinterpretazione dei capolavori che hanno reso celebri i nostri due Maestri, la conoscenza e la pratica del ricchissimo repertorio teatrale di Dario Fo e Franca Rame, rilanciandone la vitalità, l’attualità e l'importanza culturale che tutto il mondo gli riconosce. Da martedì 30 giugno a domenica 5 luglio 2015 Piccolo Teatro Studio Melato via Rivoli 6 – M2 Lanza Spettacolo sovratitolato in inglese a cura di Prescott Studio e Montclair State University, NJ, USA nell’ambito del progetto “Tradurre voci attraverso i continenti” BIGLIETTI: Platea: Intero € 25,00 - Balconata: Intero € 22,00 ORARI: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00 Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org

Teatro nell’Economia – Economia nel Teatro: Progetto del Goethe-Institut Mailand in collaborazione con Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi Lettura scenica di Das Himbeerreich / Il regno dei lamponi dell'autore tedesco Andres Veiel:

Goethe-Institut Mailand in collaborazione con Milano Teatro Scuola Paolo Grassi Teatro nell’Economia - Economia nel Teatro Martedì 5 maggio 2015 – ore19,00 Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi Sala Teatro, Via Salasco 4 – Milano Ingresso libero con prenotazione obbligatoria – 02.97152598 Giuliana Ferraino (giornalista economico finanziaria de Il Corriere della Sera) Marcello Esposito (docente in International Financial Markets presso l’Università Cattaneo di Castellanza). Dialogano con Jörg Bochow, drammaturgo In occasione della presentazione di Das Himbeerreich / Il regno dei lamponi dell'autore tedesco Andres Veiel (traduzione: Alessandra Griffoni) Lettura scenica di estratti da Das Himbeerreich - Il regno dei lamponi - di Andres Veiel traduzione di Alessandra Griffoni, a cura di Riccardo Mallus, consulenza drammaturgica di Giulia Tollis con Giusto Cucchiarini, Giuseppe Palasciano, Irene Timpanaro. Martedì 5 maggio alle ore 19.00 nella Sala Teatro della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi si terrà il terzo appuntamento di Teatro nell’economia - Economia nel teatro, un progetto ideato dal Goethe-Institut Mailand in collaborazione con Milano Teatro Scuola Paolo Grassi e dedicato a quegli autori teatrali europei che hanno scelto di fare dell’economia il tema centrale dei propri lavori drammaturgici.
Questo terzo incontro offre al pubblico l’opportunità di approfondire la conoscenza di Andres Veiel, drammaturgo tedesco, attraverso le letture sceniche a cura di Riccardo Mallus, di estratti da Das Himbeerreich (Il regno dei lamponi, traduzione: Alessandra Griffoni) con la consulenza drammaturgica di Giulia Tollis e con la partecipazione di Giusto Cucchiarini, Giuseppe Palasciano, Irene Timpanaro. A seguire, Jörg Bochow, drammaturgo in occasione della prima presentazione di questo testo, che sarà presente in sala, parlerà dell'autore, del suo lavoro e delle tematiche economiche che lo hanno ispirato, in un dialogo con Giuliana Ferraino (giornalista economico-finanziaria del Corriere della Sera) e con il Prof. Marcello Esposito (docente in International Financial Markets presso l’Università Cattaneo di Castellanza).

“Sono come voi, amo le mele” di Theresia Walser con un gruppo di allievi della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi:

SONO COME VOI, AMO LE MELE di Theresia Walser, traduzione Clelia Notarbartolo, regia Martina Folena, drammaturgia Riccardo Baudino con: Federica Garavaglia, Carla Valente, Irina Lorandi, Giuseppe Scoditti giovedì 11 e venerdì 12 giugno 2015 - ore 21,00 Teatro delle Passioni Viale Carlo Sigonio, 382 41100 Modena. Martedì 9 giugno2015 alla Casa delle Arti di Cernusco sul Naviglio ha debuttato Ich bin wie ihr, ich liebe Äpfel (Sono come voi, amo le mele) di Theresia Walser, testo mai rappresentato in Italia e messo in scena da un gruppo di giovani allievi della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera, vincitori del progetto “Finestra sulla Drammaturgia Tedesca”. Il progetto, diretto da Laura Olivi dramaturg del Residenz Theater di Monaco e Massimo Navone direttore della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, in collaborazione con il Goethe-Institut Mailand, sostenuto dalla Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera e realizzato in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione e Centro Teatrale MaMiMò di Reggio Emilia), ha perseguito l’obiettivo di mettere a confronto ogni anno giovani artisti con la drammaturgia tedesca contemporanea. Dopo Marius von Mayenburg e Albert Ostermaier, i cui testi sono stati oggetto della fase di studio, progettazione e successiva realizzazione in spettacoli teatrali rispettivamente nel 2013 e 2014, per la 3° edizione 2015, è stata scelta l’autrice Theresia Walser, autrice presso il Nationaltheater di Mannheim con il suo testo Ich bin wie ihr, ich liebe Äpfel (Sono come voi, amo le mele), tradotto da Clelia Notarbartolo. L’autrice Theresia Walser si ispira a tre famose mogli di dittatori - Margot Honecker della Repubblica Democratica Tedesca, Imelda Marcos delle Filippine e Leila Ben Ali della Tunisia - immaginando il loro incontro in occasione di una conferenza, sorvegliate da Gottfried, l’anonimo traduttore incaricato di assisterle. Nell’attesa infinita dell’inizio della conferenza le tre donne scendono a patti con quel mondo che le rifiuta e che loro rifiutano a loro volta. Così come il loro declino è stato inarrestabile, allo stesso modo ciascuna di esse perde progressivamente il controllo che esercita sulla propria immagine, una maschera imperfetta che rivela la belva che non può più nascondere. Gottfried si ritrova l’ingrato compito di preservare l’equilibrio di un luogo che sembra poter esplodere da un momento all’altro, finché non gli sarà impossibile restare del tutto neutrale di fronte alle tre terribili ospiti. La Walser suggerisce di ambientare la sua vicenda in un teatro dove il pubblico deve ancora arrivare; seguendo questo spunto, noi scegliamo uno spazio che mostra i tratti dignitosi ma poveri di una fiera paesana dove il pubblico non c’è da un bel pezzo, e forse nemmeno arriverà. È questo l’unico teatro che spetta alle tre donne, ridotte ad essere niente più che l’attrazione di una sagra, l’oggetto della nostra curiosità. Riusciranno a corrompere sia questo luogo che il candido Gottfried, così come hanno corrotto ogni cosa su cui abbiano mai messo le mani. L’eterno teatro del potere si esibisce su un palcoscenico abbandonato. Ogni sorriso e ogni rimpianto dei suoi attori non è che una condanna, la commedia infinita che non possono mai smettere di recitare. Finestra sulla Drammaturgia Tedesca - Un progetto di Milano Teatro Scuola Paolo Grassi diretto da Laura Olivi e Massimo Navone, coordinamento di Paolo Giorgio, Tutor Michele De Vita Conti in collaborazione con Goethe - Institut Mailand, Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera, ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione, Piccolo Teatro di Milano, CentroTeatrale MaMiMò.

Documentario sulle attività degli allievi della Scuola D'Arte Drammatica Paolo Grassi

Sky Arte, arriva l'anti-talent: la vita degli allievi-attori nella Scuola di Teatro Paolo Grassi Altro che i talent show. Qui non ci sono gare, isterie, rabbie, pianti, rivalse e rancori nei confronti dei compagni. Qui ci sono ragazzi di oggi che si stanno costruendo un futuro di attori e attrici, che hanno paure e entusiasmi, slanci e ritrosie, che si mantengono da soli o che aspettano il pacco della mamma pieno di roba da mangiare. Ragazzi che sono davvero "amici" e solidali. Le vite degli attori. Non paia troppo romantico, ma Attori o corsari il film-documentario che Sky Arte manda in onda lunedì 9 alle 21.10 e poi in repliche, infonde entusiasmo e speranza nella "Meglio gioventù" di artisti nostrani. È una ricognizione girata dai ragazzi della Scuola di Cinema e Televisione di Milano tra gli allievi del terzo e ultimo corso attori della Scuola "Paolo Grassi" di Milano, una delle più riconosciute nell'ambiente teatrale e una delle migliori e solide (soldi comunali permettendo). Le immagini alternano la loro vita, i loro pensieri e il lavoro a scuola, in particolare la preparazione del saggio su Risveglio di primavera di Wedekind (guarda un po': un testo che entra nel profondo del passaggio all'età adulta) diretto da Giampiero Solari il regista artefice indiretto anche di questo documentario in qualità di consulente artistico di Sky Arte, l'ideatore di tanti show tv e teatrali di successo come quelli di Morandi e Fiorello ma anche di sperimentazioni come quelle firmate con Paolo Rossi. È anche grazie a lui se il documentario è andato in porto, offrendo la testimonianza di un ritratto finalmente vitale e non piagnone dei giovani di oggi. Il regista Solari. "A me interessava capire la scelta di una ragazza o di un ragazzo che intraprende il lavoro  di artista, che non è strutturato e dunque non ti riserva molte sicurezze", dice Giampiero Solari. "Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui questi ragazzi non si piangono addosso. Se vogliamo, il messaggio del film è che sono giovani non si lasciano opprimere dalla apatia  o dalla paura sul futuro. C'è una certa incoscienza felice in loro che è quello che volevo venisse fuori, quell'energia che permette loro di andare avanti e di non fermarsi". C'è il ragazzo che ha lasciato un lavoro sicuro, quello che ha convinto i genitori, quello che doveva fare il meccanico e invece è qui a recitare... E a fare da controcanto i ricordi degli ex-alievi diventati celebri, Antonio Albanese, Lucia Vasini, Gigio Alberti, lo stesso Solari e Massimo Navone, oggi direttore della scuola, con le loro aspirazioni e difficoltà di allora. Messaggio."È un messaggio dirompente", insiste Solari, anche perché in quelle immagini  c'è la vita e la finzione ben separati, non tutto mescolato come in tanti reality". Televisivamente, certo, il contenitore fa la sua parte: "Sky Arte racconta una quantità di aspetti dell'arte, può permettersi riflessioni e soprattutto un racconto di vita come questo film. Un antireality, un antitalent: nel racconto del lavoro a scuola non c'è il risultato immediato che ti chiedono quelle gare, ma un lungo allenamento e una preparazione e il giudice è la tua vita e le tue scelte non quattro persone che non sanno chi sei".

SIAMO di Ariella Vidach con gli allievi della Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi:

"Siamo" Coreografia Ariella Vidach - Interpreti: Elena Boillat, Vito Carretta, Teresa Cavallo, Laura Dondi, Mariantonietta Elia, Carlotta Giannuli, Erika Marino, Matilde Orrico, Elisabetta Rollo, Stefania Tansini, Gabriele Valerio, Anna Zanetti del primo corso di Teatrodanza Milano Teatro Scuola Paolo Grassi; Regia del coro vocale: Emanuele De Checchi; Luci: Daniela Bestetti; Disegno sonoro a cura di Luca Scapellato e Ariella Vidach; Con la collaborazione di Claudio Prati; Programmazione audio interattivo Paolo Solcia; Dispositivi di cattura del movimento ST Microelectronics; PH by Mik di Savino.

Progetto teatrale “Osservare per scrivere, scrivere per vedere” della Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi:

Evento Performativo con Milano Teatro Scuola Paolo Grassi Il progetto teatrale “Osservare per scrivere, scrivere per vedere” nato – in collaborazione con la Scuola di Teatro Paolo Grassi diretta da Massimo Navone – con l’obiettivo di realizzare delle azioni artistiche a partire dalla esperienza del nostro spazio urbano, giunge il 3 marzo alle ore 18 – sempre allo Spazio Oberdan – alla sua fase conclusiva con l’evento performativo "CITTA E’…" “Guardare l’alba rossa dal traffico del mattino; i piccioni in piazza Duomo; inciampare nelle radici sotto il cemento di piazzale Lotto; le fontanelle comunali; avere un orologio all’angolo del campo visivo; non riuscire a capire dove è il Nord o il Sud; farsi guidare dai cartelli bianchi in alto a destra; guinzagli, cappottini, gabbiette, paletti per le auto, marciapiedi, rampe, passeggini, carrellini per la spesa, cestini per biciclette, scale, scale mobili…e molto altro ancora…” Dal lavoro di osservazione e scrittura, i cui esiti sono stati presentati da Renata M. Molinari in forma di lettura nella serata del 3 febbraio si passa all’approfondimento di temi, situazioni e atmosfere milanesi, tanto da centrare lo spettacolo sul nostro “abitare la città”. Immagini, ritmi, voci e rumori, parole d’attore, passi di danza, motivi musicali e canzoni originali e antiche (“Miracolo a Milano” di G. D’Anzi e “Come è bella la città” di G. Gaber…) verranno a legare scritture diverse tra la Milano di oggi e la memoria di quella di ieri: appunti per uno spettacolo che da qui può proseguire. Drammaturgia: Renata Molinari; Testi di: Georgia Monti, Alessandra Canestrini, Niccolò Matcovich, Laura Vagnoni, Greta Cappelletti, Alice Grati; Attori: Francesca Caratozzolo, Giusto Cucchiarini; Danzatori: del 3° corso Teatro Danza; Al pianoforte e voce: M° Emanuele De Checchi; Azione danzata a cura di: Davide Montagna, Emanuela Tagliavia; Regia: Massimo Navone.

Milano Teatro Scuola Paolo Grassi alla Biennale di Venezia



Riferimenti pedagogici della Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi Milano Teatro:

Milano Teatro Scuola Paolo Grassi Fin dalla sua fondazione nel 1951 ad opera di Giorgio Strehler e Paolo Grassi, la Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi costituisce un modello formativo per il teatro italiano, fiera di essere prosecutrice della grande tradizione del Piccolo Teatro. Da sempre aperta ai nuovi saperi della scena, la Scuola Paolo Grassi ha conquistato nei 59 anni della sua storia una identità di istituto innovativo, non accademico. Questa identità, riconosciutale dal teatro nazionale ed internazionale, si concretizza in una multidisciplinarietà che è il vero elemento fondativo di questa vocazione al nuovo. E’ l’unica in Italia e tra le poche in Europa ad offrire percorsi di formazione per tutte le principali figure professionali nel campo del teatro e dello spettacolo dal vivo. Nei sei corsi fondamentali Attori, Regia, Drammaturgia, Teatrodanza, Organizzatori, Tecnici di palcoscenico il punto di forza è la concretezza dell’esperienza didattica che offre: il palcoscenico più che il banco di studio è il territorio di quella esperienza, indirizzata al lavoro di gruppo ed alla intersezione di questi ruoli. La ricerca continua di una formazione al passo con i tempi la caratterizza. L’impegno dell’istituzione milanese è sempre stato quello di accompagnare gli studenti nelle “trasformazioni” del sistema teatrale. Da qui un’originale storia pedagogica e un’identità innovativa, che fin dalle originali intenzioni di Strehler e Grassi  non si è ancorata a una linea pedagogica esclusiva, ma è aperta alla testimonianza del pensiero innovatore di tutti i principali maestri del XX secolo; nella sua pedagogia è facile riconoscere contributi di Stanislavskij, Copeau, Brecht, Strehler, Lecoq. All’attività formativa si accompagna poi una forte e vivace progettualità artistica che permette agli allievi di interfacciarsi con la città e con il pubblico reale. La Scuola offre  supporto e formazione a compagnie e progetti professionali nati all’interno di essa. La scuola, diretta nel passato da personalità della cultura italiana come Paolo Grassi, Ruggero Jacobbi, Roberto Leydi, Renato Palazzi ha ospitato interventi significativi di moltissimi maestri della scena internazionale quali Pina Baush, Jean-Claude Carriere, Massimo Castri, Carlo Cecchi, Joseph Chaikin, Lucinda Childs, Reinhild Hoffmann, Ismael Ivo, Tadeusz Kantor, Suzanne Linke, Mario Martone, Heiner Muller, Yoshi Oida, Marco Paolini, Thierry Salmon, Silvio Soldini, Josef Svoboda. Tra i suoi allievi attori più noti: Antonio Albanese, Gigio Alberti, Beppe Battiston, Fabrizio Bentivoglio, Claudio Bisio, Franco Branciaroli, Antonio Catania, Paolo Rossi, Fausto Russo Alesi. Tra i registi: Gabriele Salvatores, Andree Ruth Shammah, Giampiero Solari. Tra i drammaturghi: Edoardo Erba. Tra gli operatori: Antonio Calbi, Mimma Gallina, Renato Palazzi. Sotto l’impulso della ultima direzione di Maurizio Schmidt, la Paolo Grassi ha avviato il percorso  di internazionalizzazione e avviamento dell’alta formazione continua per professionisti.