Programma 3° anno

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Programma 3° Anno

Accademia Internazionale di Teatro - Roma

INTERPRETAZIONE

Accademie di Recitazione MIUR

I Programmi del Corso di Laurea in Recitazione dell'Accademia Internazionale di Teatro sono strutturati in insegnamenti prevalentemente pratici a cui si affiancano insegnamenti teorici a supporto della formazione accademica.

Il Teatro Moderno e il Teatro del '900

TEATRO DEL '900

Fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 si assiste al passaggio dal teatro classico al moderno ovvero da un teatro di parola ad uno incentrato maggiormente sull’azione fisica, sul gesto.
La nascita della psicanalisi con Freud apre la pista al lavoro teorico di Stanislavskij, incentrato sull’emozione interpretativa dell’attore. Accanto alle figure classiche del teatro, quella dell’attore e dell’autore, nasce una nuova figura che in breve diverrà centrale: il regista.
Con l’affermarsi delle avanguardie storiche, nascono nuove forme di teatro come il “teatro della crudeltà” di Artaud, il “teatro epico” di Brecht e, nella seconda metà del secolo, il “teatro dell’assurdo” di Beckett e Ionesco che modificano radicalmente l’approccio alla messa in scena e determinano una nuova strada per il teatro, già aperta da autori del calibro di Cocteau, Strindberg, Ibsen e Cechov, senza dimenticare Jarry che con l’ “Ubu Roi” rompe gli schemi del teatro borghese.
Analizzeremo le opere e il lavoro dei diversi autori che hanno contribuito a questa evoluzione teatrale.

A. CECHOV

  • L' "azione indiretta"
  • Connotazione del personaggio come strumento "fisso"
  • Importanza del dettaglio psicologico dei personaggi
  • Tensione scenica e ricerca dell'armonia
  • Rapporto tra realismo e simbolismo

H. IBSEN

  • Lo “strong curtain”
  • Personaggi costruiti sulla contraddizione tra capacità e ambizione
  • L’inesorabilità del fato
  • L’azione come ricordo interiore svincolato dal presente
  • Impossibilità d’integrazione tra l’artista e la società in ogni tempo

A. STRINDBERG

  • Il Naturalismo
  • Rottura della simmetria dei dialoghi
  • Molteplicità delle caratteristiche psicologiche dei personaggi
  • Dramma come riflesso di coscienza
  • L’“Intima Teater”

V. MAJAKOVSKIJ

  • Giochi verbali e di immagini
  • L’iperbolismo poetico
  • Arte “funzionale”, spoglia di ogni psicologismo estetizzante
  • L’“Autodescrizione”

F. GARCÍA LORCA

  • Tema del sogno e dell’evasione
  • Sangue, morte e fecondità
  • Tragedia moderna: il sacrificio
  • Rapporto tra simbolismo e surrealismo
  • Congiunzione tra mito e poesia

L. PIRANDELLO

  • Il “teatro dello specchio”
  • Il teatro nel teatro: scomposizione delle strutture drammatiche
  • Abbattimento della quarta parete
  • Incomunicabilità, solitudine, comunicazione inautentica
  • Differenza tra “comico” e “umorismo”

J. GENET

  • Essere e Apparenza - Immagine e Realtà
  • L’artificio della rappresentazione teatrale
  • Tragedia moderna: vittime e carnefici
  • Bello e sublime nel sordido
  • Azione oggettiva - fantasia soggettiva

F. DÜRRENMATT

  • Demistificazione del giudizio storico
  • La stilizzazione deformante
  • Senso corposo del reale
  • Manipolazione virtuosa degli strumenti del grottesco
  • Anticonformismo sarcastico e ironico

E. O’NEILL

  • Denuncia della corruzione, disgregazione, e alienazione della civiltà
  • Fatalismo dominante
  • Espressionismo
  • Il “ciclo mistico”
  • Utilizzo delle teorie freudiane

T. WILLIAMS

  • Il fantasma psicologico
  • Dall’immagine ossessiva alla scrittura teatrale
  • Il grottesco nell’estetica romantica
  • Crisi come verità

A. MILLER

  • Rapporto con la tragedia classica
  • Critica sociale
  • Psicologia e sociologia
  • Morale e redenzione

Le Avanguardie storiche

IL TEATRO D'AVANGUARDIA

Espressionismo, Astrattismo, Futurismo, Cubismo, Dadaismo, Surrealismo sono solo alcune delle correnti artistiche, comunemente denominate “avanguardie”, che hanno caratterizzato i primi anni del Novecento. Ci si interroga sul ruolo dell’artista nella società e si arriva a mettere in discussione il concetto stesso di arte infrangendo ogni canone del passato in nome di una rivendicata libertà di espressione. Non c’è campo sociologico che non venga investito dall’ondata di rinnovamento delle avanguardie: dalla tecnologia alla politica passando ovviamente per la cultura.
Al centro della discussione vi è sempre il tema dell’incomunicabilità, figlia di un secolo veloce e crudele che ha sacrificato sull’altare del progresso la propria umanità. Il teatro è stato sicuramente influenzato in particolar modo dalle correnti del Futurismo e del Surrealismo: gli elementi drammatici, spinti, al di là della logica, toccano il senso del mistero e del limite umano.
Partendo da Jarry fino alle opere di Cocteau e di Artaud, ci si muove in un gioco di specchi dove la farsa risponde al dramma, la tragedia alla commedia, la realtà alla fantasia.
I personaggi sono estremizzati e alternano l’esasperata crudeltà con una soffusa ironia. Circostanze illogiche vengono tenute in piedi da testi estremamente lucidi e, di contro, situazioni quotidiane al limite del banale vengono abitate da personaggi e dialoghi totalmente illogici. Ne esce un effetto sorprendente, quasi sovrannaturale.

A. JARRY

  • Azzeramento della dimensione psicologica dei personaggi
  • Riduzione dei processi psicologici esclusivamente egocentrici
  • Rottura dei nessi logici come linguaggio della trama e dell’azione
  • Mescolanza degli stili
  • Disumanizzazione e meccanizzazione burattinesca dei personaggi

J. COCTEAU

  • Interazione fra musica, danza, teatro, pittura, scultura
  • Utilizzo delle prime forme tecnologiche nella drammaturgia
  • Rapporto fra arti plastiche e rappresentazione
  • Elementi dadaisti e surrealisti

A. ARTAUD

  • Il "Teatro della crudeltà"
  • Fusione di gesto, movimento, luce e parola
  • Potere evocativo del suono delle parole
  • Creazione di un linguaggio scenico

J. COPEAU

  • Forme teatrali pure
  • L’attore come onestà interpretativa
  • Palcoscenico nudo
  • Spazio, movimento e visione ritmici
  • Tradition de la naissance

IL TEATRO EPICO

Il ruolo che il teatro si ritaglia nella società moderna è principalmente quello di specchio e monito dell’umanità, non più luogo di mero divertimento ma propulsore di cambiamenti e di nuove ideologie.
È su quest’onda che, sul finire degli anni ‘30, Brecht elabora un’originale forma di teatro, che definirà teatro epico, teso non a provocare l’emozione, ma a stimolare il ragionamento. Il pubblico non deve essere sottoposto a suggestioni, che ne favoriscano l’immedesimazione con questo o quel personaggio, ma deve trovarsi di fronte ad argomenti che ne stimolino giudizio critico.
Per ottenere questo effetto di lucido distacco, chiamato “straniamento”, si adotta una particolare tecnica recitativa, basata su un ruolo centrale della narrazione, su una recitazione spesso interrotta da riflessioni e commenti che porta gli stessi attori ad essere dentro e fuori alla vicenda interpretata e soprattutto sull’uso di didascalie, canzoni e cartelli che interrompono la vicenda evitando, in questo modo, il coinvolgimento nei conflitti psicologici e nella relazione tra i personaggi.
Questo “raffreddamento”, assimila la poetica brechtiana alla “Nuova oggettività” e ai messaggi di violenta denuncia che negli stessi anni elabora Georg Grosz nelle sue opere.

B. BRECHT

  • Applicazione dei canoni basilari della drammaturgia epica
  • Rifiuto di una tematica teatrale prestabilita
  • Personaggi presentati nella loro schietta carnalità e fuori da ogni psicologismo
  • Atteggiamento di fredda presentazione e verifica dei fatti trattati
  • Tecnica dello “straniamento”
  • L’opera d’arte globale

TEATRO ED ARTI FIGURATIVE

Dopo un’attenta analisi dei maggiori movimenti artistici del novecento, dal Realismo all’Espressionismo, dal Futurismo al Surrealismo, lo studio si concentrerà sul rapporto fra “arte figurativa” e “arte rappresentativa”. Come mettere in scena un quadro? Come ritradurre forme, colori e personaggi? Come rappresentare un ambiente e uno spazio? Quali testi e poesie integrare all’immagine? Quali musiche? Un lavoro affascinante di composizione a tutto tondo, alla ricerca di una qualità espressiva di parola e movimento, capace di mettere in scena un’atmosfera, un colore, una luce, dando così forma alla tormentata pennellata di Van Gogh, ai sognanti violetti di Chagall, al tratto deciso di Picasso.
Infine gli allievi presenteranno diverse opere pittoriche, in una sequenza non casuale di quadri scenici il cui apice poetico sarà proprio il passaggio tra un’immagine e l’altra.

Il Teatro dell'Assurdo

La ricerca artistica sui grandi temi della nostra epoca, l’incapacità di comunicare, la solitudine, l’alienazione, l’abbrutimento, la crudeltà, lo scetticismo, porta come risultato delle metodologie interpretative molto diverse fra loro che hanno però in comune una dimensione poetica irreale che rappresenta il vuoto esistenziale dell’uomo moderno.
Eliminato il valore emozionale, il gesto subisce una profonda trasformazione divenendo meccanico e, nella ripetizione della meccanicità, assurdo.
Libero da ogni convenzione precostituita e dal dover rappresentare un significante coerente con la realtà, anche il linguaggio diventa un insieme frammentato di significati che hanno come unico messaggio la mancanza di comunicazione e il nonsense.
Dopo un periodo di sperimentazione su personaggi e dialoghi del teatro dell’assurdo, ed una serie di improvvisazioni su ambientazioni surreali, gli allievi si eserciteranno su molteplici brani teatrali, tratti dalle opere dei principali autori delle “avanguardie”, valorizzando di volta in volta i meccanismi di scrittura ed interpretativi che caratterizzano la ricerca degli autori presi in considerazione.

S. BECKETT

  • L’oggettivazione dell’assurdo
  • Svuotamento del gesto e della parola
  • Personaggi come “antieroi”
  • L’incomunicabilità
  • L’assenza di memoria
  • L’immobilità del tempo
  • Trasformazione del dettaglio in evento attraverso la distorsione temporale

E. IONESCO

  • Rottura tra individuo e realtà
  • Il “nonsense”
  • Invasione progressiva della follia nel personaggio
  • Passaggio dal burlesco al tragico
  • L’irrealtà del reale
  • Il linguaggio banale
  • Dislocazione del linguaggio comune e quotidiano
  • Esprimere il vuoto attraverso il linguaggio della parola e dei gesti

G. PEREC

  • La scrittura vincolata
  • Esercizi di stile
  • Lipogrammi, palindromi, eterogrammi
  • Il Frammento
  • Rilevanza del significante sul significato

R. QUENEAU

  • Approccio alla creazione basato sull’inconscio, sull’accostamento casuale di oggetti e sui sogni
  • Elementi delle opere combinati secondo il calcolo matematico e il gioco
  • Predeterminazione degli elementi di un’opera
  • Matematica come fonte di ispirazione in ambito letterario

H. PINTER

  • Le “Commedie di minaccia”
  • Dialoghi tesi, ritmi precisi e silenzi come battuta
  • Umorismo come veicolo di angoscia
  • Le “Commedie della memoria”
  • Il Teatro sociale

IL BAUHAUS - SCENOGRAFIE IN MOVIMENTO

Il Teatro del Bauhaus nasce con forti presupposti ideologici dall’idea del regista Erwin Piscator e dell’architetto scenografo Walter Gropius, fondatori di un progetto collettivo, il “Bauhaus” appunto, che negli anni ’20 e ’30 raccoglieva i migliori talenti d’Europa nel campo del design, delle arti applicate e dell’architettura.
Basandosi sull’idea di una similitudine tra l’arte della costruzione e l’arte scenica, il Teatro del Bauhaus costruisce forme geometriche intorno al corpo dell’attore, in rapporto allo spazio, attraverso strutture flessibili, proiezioni ed effetti illuminotecnici. Si sperimenterà così il ruolo “drammatico” della scenografia, dei materiali, la loro influenza sulla scena e sull’interpretazione. Gli oggetti, presi e “rovesciati”, le loro forme ribaltate e capovolte nel significato, vanno ad assumere una nuova potenzialità espressiva. Il lavoro sull’architettura dello spazio scenico è alla base di un’interessante ricerca che la scuola porta avanti a diversi livelli: dalle sue forme più elementari fino alle complesse scenografie in movimento realizzate dagli studenti delle classi avanzate.

L' ASSURDO AL CINEMA: I MONTY PYTHON

Come cambia il meccanismo comico del “teatro dell’assurdo” quando l’occhio del pubblico è una telecamera? Cosa cambia nel tempo comico, nella recitazione, nel corpo, nell’espressività del viso? Come interpretare dei personaggi che non dispongono di una vera e propria “identità” psicologica? Ancora una volta, il percorso di studio si concentra sulla differenza, all’interno di uno stesso stile, fra l’interpretazione teatrale e quella cinematografica.
Questa volta i nostri referenti saranno “I Monty Python”, uno dei team più dissacranti del cinema inglese. Dopo aver visionato parte della loro filmografia, gli allievi saranno chiamati ad ideare ed interpretare sketch sull’assurdo ed il nonsense, usando, con le dovute accortezze, un linguaggio specificatamente cinematografico.
Il percorso di studio teatro/cinema è alla sua terza tappa: dal realismo dei personaggi nel 1° anno, alla recitazione shakespeariana nel 2° anno, all’alterazione, assenza e paradosso dei personaggi surreali e nonsense.

Filmografia dei Monty Python

- E... ora qualcosa di completamente diverso (And Now For Something Completely Different 1971)
- Monty Python e il Sacro Graal (Monty Python and the Holy Grail 1975)
- Brian di Nazareth (Monty Python's Life of Brian 1979)
- Il senso della vita (The Meaning of Life 1983)
- Un pesce di nome Wanda (di Charles Crichton, con Kevin Kline, John Cleese, J. Lee Curtis 1988)

Filmografia altra

- Frankestein Junior (di M. Brooks, con Gene Wilder 1975)
- Helzapoppin (di Henry C. Potter 1941)

La Commedia Moderna

L’approccio alla “Commedia moderna” consiste nello studio e rielaborazione di opere di autori del teatro contemporaneo.

E. DE FILIPPO

Lo studio delle opere di De Filippo rimanda inevitabilmente ai temi e alle tecniche d’improvvisazione della Commedia dell’Arte ma qui il personaggio, persa l’istintiva animalità della maschera, assume una connotazione psicologica. I personaggi di De Filippo sono in qualche modo dei “tipi fissi” nati dall’osservazione realistica della società italiana della prima metà del XIX secolo e rappresentano la “tragedia” dell’uomo moderno in balia del conflitto fra individuo e società.

  • La regia trattata come parte integrante del testo
  • Connotazione psicologica dei personaggi “tipo” come modelli esemplari
  • Struttura narrativa classica - Uso del coro
  • Ripresa dei temi e della tecnica d’improvvisazione della Commedia dell’Arte e della Farsa

E. LABICHE

I personaggi di Labiche, sono invece “maschere borghesi”, ritratti caricaturali incastonati in dinamiche prettamente quotidiane. Il personaggio si muove sempre su un doppio piano: fra ciò che è e ciò che vuole apparire. La comicità quindi nasce dall’intreccio della trama e dal rapporto complice con il pubblico.

  • Comicità di “movimento” in contrapposizione alla comicità di “battuta”
  • Vivacità del personaggio
  • I gusti, i guai, i vizi dello spirito piccolo-borghese
  • Utilizzo delle regole fisse nella comicità

M. FRAYN

Il viaggio prosegue con le commedie di Michael Frayn. Nella sua opera si ritrovano quasi tutti i meccanismi comici: i giochi farseschi, la commedia di personaggi e contropersonaggi, la ripetizione, il tormentone, il doppio senso della battuta, la comicità di situazione, il dietro scena, il metateatro, l’assurdo, la disfunzione, la gag, l’equivoco, le reazioni clown. etc. Per gli allievi, quindi, sarà un’ottima palestra, per testare le conoscenze acquisite nel tempo, sul teatro comico.

  • Il teatro nel teatro
  • Comicità di “situazione” - Comicità di “ripetizione”
  • Il “dietro scena”
  • Ritmo e musicalità del personaggio/contropersonaggio
  • Il doppio senso della battuta

R. COONEY e P. SHAFFER

L’opera dei commediografi inglesi Peter Shaffer e Ray Cooney è esemplificativa del genere di comicità anglosassone che si basa sugli elementi tipici della farsa: lo scambio di persona, l’equivoco di situazione, la messa in mostra di vizi e difetti della società attraverso la reazione di situazioni e personaggi paradossali, dalla comicità piccante.

  • Riferimento al “Vaudeville”
  • Equivoci e doppi sensi
  • Colpi di scena e situazioni paradossali
  • Scambio di ruolo dei personaggi

COMMEDIA E CINEMA

A conclusione di questo periodo di studio ci si concentrerà sulle diverse sfumature della commedia, esplorandone le derive cinematografiche: il “noir” e lo humour “tipically english”, la commedia brillante, la commedia farsesca, il genere grottesco, soffermandosi su sceneggiature cinematografiche e sulla coerenza immedesimativa dei personaggi.
I film prescelti sono quasi tutte vicende “corali”, dove intervengono molteplici personaggi, ciascuno con le sue circostanze precedenti. Recuperando pertanto la tecnica del Metodo Strasberg, gli allievi proporranno versioni originali e personalizzate delle pellicole analizzate, sviluppandone sia l’interpretazione teatrale che quella cinematografica.

Filmografia

  • Noir
    -
    Caccia al ladro (di A. Hitchcock,  con Cary Grant 1955)
    - La congiura degli innocenti (di A. Hitchcock, con S. MacLaine 1956)
    - Invito a cena con delitto (di R. Moore, con P. Falk, P. Sellers 1976)
    - Arsenico e vecchi merletti (di F. Capra, con C. Grant, P. Lane 1944)
  • Grottesco
    - La grande abbuffata (di M. Ferreri, con U. Tognazzi, M. Mastroianni, P. Noiret 1973)
    - L’ultimo Capodanno (di M. Risi, con A. Haber, M. Bellucci, P. Natoli 1998)
    - Parenti serpenti (di Monicelli con A. Haber, A. Cenci, M. Confalone,  P. Panelli 1992)
    - Brutti sporchi e cattivi (di E. Scola, con N. Manfredi 1976)
  • Commedia brillante/farsa
    - Rumori fuori scena (di P. Bogdanovich, con M. Caine, C. Reed 1992)
    - Funeral Party (di F.Oz, con M. Mac Fayden, R. Graves 2007)
    - A piedi nudi nel parco (di G. Saks, con R. Redford, J. Fonda 1967)

La Satira e la Parodia nell'attualità

IL CARTOON E IL FUMETTO

Le tecniche della pantomima bianca vengono applicate allo studio del Cartoon e del Fumetto nei quali l’attore, perso ogni appiglio verbale, è costretto ad una comunicazione fatta di fotogrammi immediatamente leggibili e suoni onomatopeici. I supereroi più famosi, con la loro trasformazione scenica degli spazi, gli impulsi vitali e frenetici, il gesto pulito, non sono altro che la trasposizione futuribile e caricaturale degli eroi tragici e dei “tipi fissi” della tradizione dell’arte.
Pantomima fumettistica - Il linguaggio dei gesti - Le sonorizzazioni onomatopeiche - Tempi della "gag" - Illusione di spazi oggetti e personaggi - Studio delle caricature - Meccanica del personaggio fumettistico - Le deformazioni caricaturali nel “parlato”.

IL BUFFONE MODERNO E LA PARODIA

Dall’incontro del buffone con l’attualità nasce un personaggio che porta tutta la sua irriverenza e la sua forza critica non più nelle deformazioni fisiche ma in quelle mentali e del comportamento: è il buffone moderno. Mimetizzandosi completamente con i personaggi conosciuti e stimati dalla società moderna, ne farà emergere vizi e recondite intenzioni. Gli allievi si eserciteranno inizialmente con l’imitazione credibile delle diverse ritmiche del parlato: dal cronista sportivo a quello di cronaca, dal martellante giornalista dei TG, al conduttore di un talk show piuttosto che una trasmissione di moda, di cucina fino alle urla esasperate delle più logoranti televendite. Poi, una volta esercitata la parola, si studieranno i modi di fare, di apparire, i tic e le peculiarità psicologiche dei personaggi pubblici di cui costruiranno una sagace parodia.

LA SATIRA DI COSTUME

Questa fase di studio si basa sull’osservazione sociologica dei nuovi media: sui messaggi che veicola, sulle manipolazioni subliminali che modificano valori e modelli comportamentali, sulla profonda disfunzionalità sociale che portano con sé. La satira applicata ai prodotti dello schermo televisivo, trasmissioni di cronaca e sportive, quiz, telenovelas e pubblicità, crea una particolare forma di commedia umana.
Nella creazione degli “sketch di situazione” si parte da una tecnica imitativa e dalla decomposizione del movimento nel tentativo di rendere i movimenti di camera: una “dissolvenza”, un “replay”, un “go back”, un “rallentato”, un “accelerato”, una “zoomata”, uno “zapping martellante”; in un secondo momento, sulla base delle molteplici improvvisazioni e sulle scritture elaborate dagli stessi studenti, si aggiunge il gioco satirico attraverso i meccanismi derisori del paradosso, trasformando così il palcoscenico in uno schermo delirante e pungente.

 

USO DELLA VOCE

3° Anno

Nel terzo anno gli allievi applicano le tecniche vocali e fonetiche nelle difficili interpretazioni legate ai testi del Teatro dell’Assurdo basati sull’incoerenza del senso logico e su un linguaggio frammentario, automatizzato, schizofrenico che richiede particolari virtuosismi vocali. Inoltre, nelle interpretazioni parodiche e di satira di costume, ci si allena all’analisi e alla riproduzione di particolari stili di linguaggio e delle ritmiche del parlato.

TRAINING VOCALE
  • Deformazioni: voci in falsetto, gutturali, alterate
  • Partiture drammatiche sonore: ripetizione ossessiva e circolare del testo
  • Studio dell’Onomatopeica e sonorizzazioni
  • Il linguaggio nell’assurdo: frammentarietà, schizofrenia, incoerenza
  • Rottura e trasformazione del sentimento nel parlato
  • Il parlato nella satira: telecronisti, presentatori, annunciatori, etc
  • Linguaggio aulico e sboccato
  • Vocaboli inventati, deformati, impropri
  • Automatismi verbali, le assonanze, il trascinamento delle assonanze

 

TECNICHE DI MOVIMENTO

3° Anno

Nel terzo anno di studio, il lavoro sul movimento si concretizza su due fronti: da un lato l’aspetto creativo e compositivo viene applicato ai diversi linguaggi teatrali con la creazione di coreografie inserite nelle ambientazioni del relativo stile interpretativo (tragico, meló, buffonesco, surrealista etc.) e con il Teatro-Danza che unisce tecnica, capacità espressiva, capacità di improvvisazione e capacità di narrare attraverso il linguaggio del corpo; dall’altro l’espressione corporea, ormai matura e consapevole, si spinge nella ricerca di virtuosismi tecnici e mimici, dalla stilizzazione all’astrazione del movimento, fino alla riproduzione, con il solo mezzo del corpo, degli effetti speciali video-cinematografici.

COREOGRAFIE

- Coreografie tragiche
- Coreografie metropolitane
- Coreografie della "foire"
- Coreografie meló
- Coreografie buffonesche  
- Coreografie elisabettiane
- Coreografie surrealiste
- Coreografie pittoriche
- Coreografie di teatro-danza

TEATRO-DANZA

- Gesto quotidiano e sua astrazione
- Ripetizione di singole cadenze motorie
- Decomposizioni danzate
- Stilizzazione dei movimenti 
- Improvvisazioni voce-movimento
- Floorwork e Partnering

VIRTUOSISMI MIMICI

- Il fotogramma
- La moviola
- Lo zoom
- Il rallenty
- La dissolvenza
- Lo zapping
- Rewind / Flash Forward
- Flash back

 

MUSICA E CANTO

3° Anno

La Studio teorico della musica viene affrontato attraverso il suo sviluppo dall’antichità alla nascita della polifonia; dalla canzone di gesta dei trovatori alle innovazioni del ‘400 e del ‘500 che hanno portato alla nascita del melodramma, dell’opera lirica che ha reso celebre in tutto il mondo l’Italia e dalla quale è stata modulata la formula del musical anglossassone; attraverso i grandi autori del periodo Barocco, Classico e Romantico, arriviamo alle innovazioni stilistiche del ‘900. Accanto allo studio teorico viene affrontata la pratica del Canto corale: partendo dalla suddivisione delle voci nelle quattro sezioni (soprano, contralto, tenore, basso), si apprendono le tecniche di canto corale e il rapporto fra le sezioni (canoni, seconda voce) e fra solista e coro.

STORIA DELLA MUSICA E CANTO CORALE
  • Musica tribale e ritmica
  • Musica nell’antica Grecia
  • Musica orientale
  • Monodia liturgica cristiana
  • Il canto gregoriano e la scrittura neumatica
  • La polifonia
  • La scrittura diastematica
  • I Trovatori
  • Ars Antiqua/Ars Nova
  • Musica del ‘400: Guillaume Dufay, Josquin Des Prez
  • Musica del ‘500: Giovanni Pierluigi da Palestrina, Claudio Monteverdi
  • Nascita del melodramma
  • Il Barocco e il Classicismo
  • Musica Romantica – la Sinfonia
  • Il ‘900: Musica atonale e dodecafonica
  • Jazz – Ragtime- Blues
  • Elementi di composizione musicale
  • Musica da film
  • Tecniche di canto corale
  • Formazione delle quattro sezioni corali: soprano, contralto, tenore, basso
  • Esercitazioni corali
  • Canoni e seconda voce
  • Il gospel
  • Il Rapporto solista-coro

 

 

STORIA DEL TEATRO, DEL MIMO E
DELLA DANZA

3° Anno

TEATRO MODERNO

Lo studio della storia del teatro contemporaneo, nel 3° anno, va di pari passo con quello delle avanguardie storiche (futurismo, dadaismo, surrealismo, etc.) da cui nascono nuove forme di teatro: il teatro della crudeltà di Antonin Artaud, la drammaturgia epica di Bertolt Becht, il teatro dell’assurdo di Luigi Pirandello, Samuel Beckett e Eugène Ionesco, che modificano l’approccio alla messinscena, strada già aperta da Jean Cocteau, Robert Musil, e Henrik Ibsen. Spicca tra gli altri, per originalità Alfred Jarry l’inventore del personaggio di Ubu Roi.
Da un lato troviamo la sperimentazione innovativa degli autori attivi nella Repubblica di Weimar: Brecht, Majakovskij, Piscator e Lorca. Dall’altro la pedagogia di Kostantin Stanislavskij e dei suoi allievi, Mejerchol’d su tutti, porterà al centro dell’attenzione la figura del regista nell’esperienza del Teatro d’Arte di Mosca. Il teatro di parola cede l’attenzione all’azione fisica e interpretativa dell’attore e si sviluppano metodi che mettono l’accento sull’immedesimazione dell’attore con il personaggio (metodo Stanislavskij rielaborato in seguito da Lee Strasberg) e sul senso del gioco, della presenza e l’ascolto alla scena (metodo Jacques Lecoq).
La nascita del cinema e soprattutto la sua evoluzione storica, dal cinematografo dei Fratelli Lumière al cinema di finzione di Georges Méliès, dal cinema narrativo fino alle ultime frontiere delle tecniche digitali, hanno segnato una fortissima sinergia fra l’antica arte scenica dal vivo e la “nuova” forma di rappresentazione che nel corso degli anni ha dato notevoli frutti artistici e che ancora oggi è feconda.
Negli anni ‘60 e ‘70, il teatro prende spunto e si contamina con la tradizione orientale, lo yoga, le arti marziali, le discipline spirituali. Il percorso di formazione dell’attore è concepito come crescita personale. Anche in Italia, dal secondo dopoguerra ad oggi, si sviluppa il teatro di regia con figure di grande portata come Eduardo e Strehler. La funzione del regista, che prende il sopravvento sulla figura del capocomico “mattatore”, determinerà la struttura stessa di uno spettacolo ed il tipo di interpretazione richiesta agli attori. Grande è l’influenza di questi maestri sul movimento teatrale del dopoguerra e sulla creazione dei “gruppi”, basti pensare all’Odin Teatret di Eugenio Barba, al teatro povero di Jerzy Grotowski, al teatro di denuncia del Living Theatre di Julian Beck e Judith Malina, fino alle applicazioni dell’Actor’s Studio di Lee Strasberg.
Il teatro di ricerca e l’open-air nascono dall’esperienza delle tecniche di lavoro e di training dei "gruppi teatrali" degli anni '70 e si sono evoluti fino ai nostri giorni nutrendosi delle contaminazioni dei linguaggi e delle innovazioni tecnologiche dei nuovi media.

  • Il Teatro delle Avanguardie: Jarry, Cocteau, Artaud
  • Il Teatro dell’Assurdo: Ionesco, Beckett, Pirandello
  • Il Teatro Epico e Sociale: Brecht, Boal, Kantor
  • Il Teatro di Regia, pionieri e fondatori: Stanislavskij, Craig, Appia, Copeau, Mejerchol'd
  • Il Teatro di Regia del secondo dopoguerra: De Filippo, Strehler, Visconti, Fassbinder, Dürrenmatt
  • Critica teatrale
DANZA, MIMO E PHYSICAL THEATRE

Lo studio della Storia del Mimo viene affrontato dall’origine del mimo greco che evolverà nella pantomima romana e medievale, negli intermezzi mimati del ‘600, nel Ballet d’Action di Noverre, fino alle innovazioni dell’epoca moderna: il Simbolismo di E. Decroux e il Mimo Contemporaneo di M. Marceau e J. Lecocq ; si affronteranno poi le applicazioni più recenti di questa antichissima tecnica nelle contaminazioni con la danza e con il physical theatre. Di pari passo la Storia della danza parte dalle sue origini ritualistiche che hanno tuttora un’eco nelle danze orientali. L’evoluzione occidentale della danza invece passa per il ruolo sociale dei balli di corte e popolari e per il ruolo cruciale che nell’Ottocento si conquista il balletto classico-accademico; è prendendo le mosse per distanziarsi da questo, che la danza moderna e contemporanea codificheranno poi i propri stilemi: dapprima con la danza libera teorizzata ed applicata da F. Delsarte, L. Fuller, R. St. Denis; poi con la nascita della danza moderna ad opera di I.Duncan e M. Graham. E. J. Dalcroze e R. Von Laban sono i fautori, in Europa, della danza espressionista; mentre in Russia il progetto visionario dell’impresario Djagilev fonda uno dei più importanti esperimenti del ‘900: i Balletti Russi vedono infatti la collaborazione fra l’altissimo tecnicismo dei danzatori del Bolshoi e del Mariinskij (A. Pavlova, M.Fokine, V. Nijinsky) con gli esponenti delle avanguardie pittoriche e musicali europee, da Picasso a Matisse, da Debussy a Satie. E’ grazie a questi esperimenti di contaminazione che, nel corso del ‘900, hanno potuto aver luogo le esperienze artistiche della Danza Contemporanea: M. Cunningham, collaborando con il compositore J. Cage, ipotizza un’idea di danza anti-psicologica, anti- narrativa; dall’esperimento pedagogico della Scuola Mudra di M. Béjart e dal collettivo Ballet du XXéme siécle da lui ideato, usciranno diversi innovatori della danza e della coreografia: C. Carlson, allieva di Béjart, elabora il suo metodo composizione coreografica attraverso le “improvvisazioni –spettacolo” nate in collaborazione con musicisti (M.Portal, J. Surman, R.Aubry) e danzatori come M. Airaudo, M. Abbondanza e A.Bertoni; un capitolo a se stante e merita il Tanztheater di Pina Bausch che rappresenta una pietra miliare nell’evoluzione della danza contemporanea sempre più orientata alla fusione con le altre discipline artistiche ed acrobatiche, come dimostra il più recente Physical Theatre.

  • Mimo greco e latino
  • Pantomima romana e medievale
  • Danze ritualistiche orientali
  • Balli di corte e popolari
  • L’800: Balletto Classico - Accademico
  • La danza libera: François Delsarte, Loïe Fuller, Ruth St. Denis
  • La danza moderna: Isadora Duncan, Martha Graham
  • La danza espressionista europea: Émile Jaques-Dalcroze, Rudolf von Laban
  • I Balletti Russi: Anna Pavlova, Michel Fokine, Vaslav Nijinsky
  • Simbolismo nel Mimo: Étienne Decroux
  • Mimo Contemporaneo: Marcel Marceau, Jacques Lecocq
  • Danza Contemporanea: Merce Cunningham, Carolyn Carlson, Maurice Béjart,
    Abbondanza-Bertoni, Virgilio Sieni, Sosta Palmizi
  • Il Tanztheater: Pina Bausch
  • Il Physical Theatre

 

REGIA E SCENEGGIATURA

3° Anno

Gli allievi si esercitano nella scrittura e messa in scena di poesie, monologhi e narrazioni, fino all’elaborazione di una sceneggiatura, alla scrittura di sketch e di liberi adattamenti di “scene”, di “atti”, fino alla sintesi di intere opere, dell’autore preso in considerazione. Ci si cimenta così con brevi messe in scena che mettano a confronto gli allievi con gli aspetti registici della rappresentazione: dalla selezione ai tagli del testo, dallo stile narrativo all’individuazione dei linguaggi scenici più adatti a rappresentarlo, dalla scelta di una colonna sonora all’allestimento scenico. Tale lavoro viene supportato con la ricerca ed analisi delle diverse messe in scena della stessa opera o di opere dello stesso autore tanto teatrali quanto televisive o cinematografiche attraverso la proiezione di filmati di repertorio, contributi audio-visivi e ricostruzioni storiche e documentaristiche.

Vengono analizzati gli stili e i linguaggi dall'inizio del '900 fino ai nostri giorni, dalle avanguardie al teatro di regia, dalla sperimentazione alla satira, dalle commedie farsesche a quelle surreali e si individuano le diverse tecniche di regia applicate allo spettacolo dal vivo, al cinema e ai nuovi media fino alle più recenti commistioni con le tecniche digitali. Con il supporto di filmati di repertorio, contributi audiovisivi e ricostruzioni storiche e documentaristiche si mettono a confronto le scelte stilistiche, i metodi di training e direzione dell’attore e le messe in scena dei grandi maestri del ‘900. A seguito di questa fase, gli allievi sperimentano la scrittura e la messa in scena di liberi adattamenti delle opere di molti autori e brani originali tratti dagli ambienti, tematiche e meccanismi interpretativi del nonsense, del teatro dell’assurdo, epico, surreale, etc. Gli allievi sperimentano quindi il lavoro di adattamento delle commedie d’autore, il rapporto del teatro con le arti visive, la scrittura di sketch di satira di costume, il rapporto virtuoso con l’immagine.

  • Sintesi, riduzioni e messinscena di un atto o un’opera degli autori trattati
  • Scritture e messinscena originali: surreali, “assurde”, nonsense, etc.
  • Stili e linguaggi di regia
  • Tecniche di regia
  • Analisi di un personaggio pubblico, ricerca del vocabolario: soliloquio imitatorio e parodico
  • Analisi dei fenomeni di costume: ricerca del linguaggio, trasposizione satirica
  • Costruzione di sketch sulla base dell’effetto moviola, zapping, etc.
  • Drammatizzazione del fotogramma
  • Interpretazione cine-televisiva e multimediale
  • Scritture e messinscena di “quadri in movimento”: associazioni musicali, poetiche e letterarie
  • Scritture e messinscena di brevi commedie “di situazione”
  • Brevi soggetti e sceneggiature cinematografiche
  • Sceneggiature di brevi “sit - com” ripresa e montaggio
  • Progetti artistici di interazione fra arti sceniche, audio-visivo e digitale
PROGETTO E REALIZZAZIONE DI UNA SCENEGGIATURA E REGIA PERSONALE

La fase conclusiva di questo percorso, porterà ogni singolo allievo all’ideazione e realizzazione di un progetto personale di scrittura e regia. Ogni allievo, nel periodo di lavoro dedicato, sarà regista del proprio progetto, dirigendo un gruppo di 4/6 allievi/attori. Questa esperienza è per l'allievo totalizzante in quanto egli ha la possibilità, non solo di realizzare il progetto di regia sperimentando il proprio metodo di direzione con gli attori a sua disposizione, ma anche di confrontarsi con tutti gli aspetti artistici che compongono le scelte registiche: dalla musica al costume, dal trucco alla scenografia, dalle luci al rapporto con il pubblico.

Il progetto di regia, affiancato dall’insegnante, si articolerà in diverse fasi:

1) Presentazione e discussione del progetto. 2) Tracciato Metodologico. 3) Prove con gli attori.
4) Verifica intermedia. 5) Presentazione pubblica. 6) Critica del lavoro.

  • Scrittura originale o libero adattamento di letteratura teatrale o narrativa
  • Scelta delle tematiche: sociali, psicologiche, epico narrative, oniriche, di attualità, etc.
  • Scelta del linguaggio scenico, profilo dei personaggi
  • Struttura della sceneggiatura (narrativa, di azione, lineare, quadri scenici, salti temporali, etc.)
  • Scelta della forma recitativa e del movimento scenico
  • Regie lineari, analogiche, surreali, interattive “quadri in movimento”, etc.
  • Scelta delle parti e direzione degli attori
  • Coordinamento del gruppo di lavoro
  • L’architettura dello spazio, ambientazioni e coreografie
  • La musica di scena, il costume, la scenografia
  • Perfezionamento dell’allestimento complessivo

 

PSICOLOGIA E PEDAGOGIA TEATRALE

3° Anno

La pedagogia teatrale affonda le sue radici nelle innovazioni che i registi-pedagogisti del Novecento (Stanislavskij, Mejerchol'd, Vachtangov, Copeau, Brecht, Grotowski, Brook, Boal, Barba ecc.) hanno apportato in campo teatrale all'interno dei laboratori della ricerca teatrale del XX secolo, laddove l'attenzione viene spostata dalla realizzazione di uno spettacolo alla centralità dell'attore, protagonista di un processo. Il teatro s'incontra con la pedagogia nel momento in cui pone al centro l'uomo e gli dà voce, nel momento in cui recupera ogni singolo individuo con la propria personalità e la propria espressività e lo fa crescere attraverso un percorso individuale che è, però, inserito in un disegno di gruppo.

  • Elementi teorici di metodi e pedagogie teatrali
  • Percorsi di rilassamento, respirazione, concentrazione, ascolto e interazione fra gli attori
  • Studio dei “training teatrali”
  • Percorso sensoriale: preparazione sensoriale specifica, ricerca sulle circostanze
  • Studio del percorso didattico: training, improvvisazioni, ambientazioni, esercitazioni di
  • Situazioni, esercitazioni su testi, messinscena
  • Studio dei meccanismi e tempi comici
  • Gestione di una lezione teatrale monografica o con particolari obiettivi formativi
IL TRAINING TEATRALE

-Esercizi sulla respirazione e presenza
- Esercizi sull’ascolto e interazione 
- Esercizi di rilassamento e concentrazione
- Esercizi sulla coordinazione e ritmo 
- Esercizi su spazio e equilibrio
- Training di memoria sensoriale 
- Training su motivazioni e circostanze

LA LEZIONE TEATRALE

- Riscaldamento fisico e vocale
- Improvvisazioni sensoriali  
- Introduzione agli stili  
- L’esercitazione sui testi   
- Improvvisazioni sui tempi comici
- Le dinamiche di gruppo
- La critica ai lavori visionati

ORGANIZZAZIONE DEL SETTORE

3° Anno

Al termine del corso di studi, in vista dell’ingresso degli allievi nel mondo del lavoro e della possibile formazione di compagnie, gruppi teatrali e team di lavoro nel campo cinematografico ed audiovisivo, affronteremo i diversi aspetti organizzativi che sono alla base della produzione di un progetto spettacolare: dalla sua ideazione alla messa in scena, dalla ricerca dei fondi necessari per la sua realizzazione, alle norme legislative nell'ottica di una produzione simulata di un progetto di spettacolo.

LEGISLAZIONE, GESTIONE E DISTRIBUZIONE DELLO SPETTACOLO

- Dall’idea alla realizzazione
- Gestione e distribuzione
- Legislazione e Diritto d’Autore, il C.C.N.L.
- Amministrazione/Budget
- Fund raising e sponsorizzazioni

 

COMUNICAZIONE E PROMOZIONE DELLO SPETTACOLO

- Marketing dello spettacolo
- Comunicazione
- Ufficio stampa
- Promozione del settore cultura 
- Guerrilla marketing
- Festival nazionali ed internazionali

 

REGOLAMENTO DI PALCOSCENICO

- Regolamento di palcoscenico
- Figure professionali
nel Teatro
- Figure professionali
nel Cinema
- Organizzazione delle prove e della tournée
- Organizzazione del palco e del set

SCENOGRAFIA E USO DELL'OGGETTO

3° Anno

Componente fondamentale per la messa in scena, è il rapporto fra l’attore, lo spazio scenico (bi o tridimensionale, realistico, simbolico, astratto) e l’utilizzo degli elementi e degli oggetti presenti nello spazio. Dal rapporto fra attore, spazio e oggetti, infatti, si crea il montaggio delle scene teatrali che caratterizza la cifra stilistica della regia.

  • Architettura scenica
  • Storia dell’edificio teatrale
  • La scatola teatrale
  • Storia dell’arte e della scenografia
  • Tecniche di scenografia
  • Manipolazione e recitazione con gli oggetti
  • Elementi mobili nello spazio
  • Scenografie in movimento: teli, bambù, corde, metallo, cartoni, bidoni
  • Scenografie disegnate, fumettistiche, in volume, in movimento, in trasformazione
  • Il manipolatore e "l'effetto speciale"
  • La creazione della storia e delle ambientazioni fantastiche
  • Il corpo e l'oggetto in relazione poetica - loro messa in scena
  • Materie e forme, in rapporto al testo o alle dinamiche teatrali
  • Riproduzione del corpo umano: assi, forme e colori
  • La maschera umana con materiali riciclati
  • L'effetto delle luci nell'azione drammatica
Programma 1° Anno Programma 2° Anno Programma 3° Anno

Ordinamento Accademia Internazionale di Teatro

Il Nuovo Ordinamento didattico dell'Accademia Internazionale di Teatro - Scuola Teatro Roma, in linea con gli ordinamenti delle migliori Scuole di Recitazione in Italia, prevede le seguenti discipline: drammaturgia e sceneggiatura, discipline della musica, discipline della recitazione, discipline dell'attore, discipline della recitazione delle pratiche linguistiche, discipline storiche e critiche del teatro, progettazione e realizzazione scenica teatrale, discipline della regia dello spettacolo dal vivo, discipline della regia cinematografica e audiovisiva, discipline fisiche e vocali per la recitazione (SCUOLE TEATRO / ACCADEMIE RECITAZIONE). L'Accademia Internazionale di Teatro - Scuola Teatro Roma, pubblica ogni anno una dispensa didattica relativa ai programmi del corso di recitazione. Il progetto è redatto dai responsabili della didattica teatrale del corso di recitazione dell'Accademia Internazionale di Teatro. I programmi sono allineati a quelli delle migliori Accademie di Teatro in Italia, degli Istituti e Scuole di Teatro Europee riconosciute dall'UE (SCUOLE TEATRO/ACCADEMIE DI TEATRO/ACCADEMIE RECITAZIONE). La sezione del programma dedicato al terzo anno di corso descrive la materie di: interpretazione/recitazione, il teatro del'900, le avanguardie storiche teatrali, il teatro dell'assurdo, la commedia moderna, la satira nell'attualità (SCUOLE RECITAZIONE / ACCADEMIE TEATRO ITALIA).